Trekking immersi nella natura selvaggia della Val Zebrù.
Un’escursione facile e suggestiva tra boschi, pascoli, baite alpine e maestose cime oltre i 3.400 metri.
Dalla frazione di Niblogo, a Madonna dei Monti, si segue la strada sterrata che si addentra nella selvaggia Val Zebrù, tra boschi e ampi pascoli punteggiati da caratteristiche baite. Un ambiente ricco di fauna alpina dove, con un po’ di fortuna, è possibile avvistare ungulati e il gipeto, simbolo del ritorno della grande fauna sulle Alpi. Il percorso raggiunge le Baite Campo (1.950–2.000 m), con la possibilità di proseguire fino alla Baita del Pastore (2.160 m).
Una passeggiata immersa nella natura autentica del Parco dello Stelvio, ideale per vivere la montagna in tutta la sua bellezza.
La Val Zebrù rientra tra i progetti di accessibilità per tutti e grazie alla collaborazione del CAI Valfurva e di numerosi volontari è possibile raggiungere diverse località con l’ausilio delle carrozzelle per disabili-Joelette (da poter prenotare contattando l’ufficio turistico di Santa Caterina).
Un’escursione spettacolare tra morene, pietraie e panorami sulle grandi vette dell’Ortles-Cevedale, fino allo storico Rifugio Quinto Alpini.
Dal parcheggio di Niblogo, a Madonna dei Monti, si percorre la Val Zebrù fino alle Baite di Campo e alla Baita del Pastore. Da qui il sentiero S516 sale con ripidi tornanti fino a quota 2.500 m, regalando splendide vedute sulla Cima Trafoi e sul Gran Zebrù. Proseguendo verso l’alta valle, il percorso attraversa morene e bianche pietraie, entrando in una suggestiva conca circondata da caratteristiche torri rocciose. Lungo il cammino si incontrano anche importanti testimonianze della Grande Guerra, tra cui gli antichi passaggi verso il Passo dello Stelvio. Un ultimo traverso conduce al Rifugio Quinto Alpini, in un ambiente selvaggio e spettacolare dove, con un po’ di fortuna, è possibile avvistare anche qualche camoscio.
Un itinerario per vivere l’alta montagna tra storia, natura e panorami indimenticabili.
Un percorso panoramico nel cuore della Val Zebrù, tra antiche baite, pascoli e natura incontaminata.
Dal parcheggio di Niblogo si risale la valle seguendo il torrente Zebrù, passando tra le caratteristiche baite di Zebrù di Fuori, Zebrù di Dentro, Chitomas e Pramighen, fino alle Baite Campo.
Si prosegue nella Valle delle Saline, dove è possibile avvistare stambecchi e camosci, per poi raggiungere le Baite Cavallaro attraverso un suggestivo traverso panoramico con vista sulle Cime di Campo. Da qui si scende verso Pradaccio di Sopra e si rientra al parcheggio di Niblogo, completando l’anello.
Un’escursione che regala il meglio della Val Zebrù: paesaggi alpini, fauna selvatica e tradizione.
Un viaggio nel tempo, tra rocce, ghiacciai e antichi paesaggi alpini. L’Alta Val Zebrù è un vero gioiello geologico nel cuore delle Alpi. Il percorso geologico si sviluppa lungo il suggestivo Giro del Confinale, l’itinerario ad anello che collega la Val Zebrù alla Valle dei Forni. Attraverso sette tappe, dalla Baita Pastore ai Passi Zebrù, il sentiero racconta la storia della valle e delle sue montagne, accompagnando escursionisti e appassionati alla scoperta di un passato sorprendente. Tra le rocce è possibile riconoscere le tracce di antichi mari e isole tropicali, osservare faglie e testimonianze dell’attività mineraria e comprendere l’evoluzione dei ghiacciai alpini e gli effetti del cambiamento climatico.
Un’escursione speciale in cui ogni roccia racconta una storia e il paesaggio diventa un vero libro a cielo aperto.